martedì 10 gennaio 2012


-A PROPOSITO DI LIBERALIZZAZIONI...CAPITALISTICHE-


L'attuale governo imposto dal'F.M.I. e dalla B.C.E., al nostro paese, di tipo "FASCISTICO-TECNOCRATICO" (o dicendola con GRAMSCI: -SOVVERSIVISMO DALL'ALTO-), se le inventa tutte per farci digerire il peggio del peggio, sotto la magica parola LIBERALIZZAZIONI. La scusa, sarebbe...colpire i tassisti e i farmacisti.Non a caso il caro vecchio MARX, aveva previsto pure le derive attuali nei suoi scritti meritori, dicendo di queste eventualità, le quali sarebbero state le peggiori cose contro il destino umano. Se ricordate bene, l'ultimo P.C.I. in ITALIA, proponeva di portare le ore giornaliere di lavoro procapite a 6, poi non se ne fece più nulla e tutto andò nel dimenticatoio, anche perchè i residui di quel partito, oggi, sono tutti asserviti, salvo voci sporadiche che non fanno testo. L'ho già detto molte volte in SPLINDER, mi ripeto, dato che credo necessiti ricordarlo. Se non si sveglieranno gli animi delle genti sottomesse a questo mare d'intrighi, passeranno le peggiori cose, nei prossimi decenni, le soluzioni proposte dai capitalisti sono CAPESTRO per gli ultimi (MILIARDI di PERSONE) e "ben - godi" per i SOLITI POCHI (milioni). Parlo a livello del pianeta Terra, ovviamente. Per non tediare, aspetto vostre aggiunte in merito.

20 commenti:

  1. Per ciò che riguarda il mondo del lavoro,tra precarietà e qualità dello stesso siamo messi male,e l'immediato futuro non potrà essere diverso,è tutto imperniato nei consumi e per ciò non impoveriranno troppo nel vecchio continente,allo stesso tempo in Asia innalzeranno poco alla volta il tenore di vita,sarà comunque il gioco crudele del gatto col topo.

    RispondiElimina
  2. Un saluto ad Ale e grazie dell'appoggio.

    RispondiElimina
  3. Certo...Ivo, però dovremmo fare qualcosa. Saluti da Salvatore.

    RispondiElimina
  4. A proposito delle liberalizzazioni, avevo pubblicato per esteso ciò che avevo letto in questo link:

    http://diciottobrumaio.blogspot.com/2012/01/visto-dal-portogallo-il-totalitarismo.html

    ma non è apparso nei commenti, perchè?

    Saluti da Luigi

    RispondiElimina
  5. Ed anche quest'altro, che ora dividerò in due parti:

    1/di/2
    Al momento i grandi centri commerciali mantengono i prezzi al di sotto di quelli del piccolo commercio, fa parte della strategia per liquidare quest’ultimo e la quantità di merci vendute assicura ai grandi gruppi margini soddisfacenti di profitto, dato anche che possono servirsi di lavoro precario a basso costo. Quando essi avranno imposto condizioni di monopolio, allora potranno esercitare tutta la loro forza per spremere i consumatori.
    Il piccolo commercio è stata una delle attività fondamentali della piccola borghesia urbana. Le sue attuali condizioni di reddito non sono dissimili da quelle dei proletari. Ma molta della sua sopravvivenza dipende dall’evasione fiscale sistematica, da essa concepita come lotta di sopravvivenza contro lo Stato e la concorrenza. Essa è oggi un rimasuglio di ciò che era quando il fascismo la mobilitò contro il movimento operaio.
    Crollata l’illusione berlusconiana in cui essa si riconosceva completamente, oggi la piccola borghesia urbana si trova sul baratro della sua scomparsa come ceto sociale. Il capitale finanziario la sacrifica per acquisire il potere enorme di monopolizzare i commerci e utilizzarlo come forma di controllo e pressione sociale. E’ noto che i capitali dei grandi gruppi commerciali sono consociazioni internazionali gestite dalle banche.

    RispondiElimina
  6. 2/di/2

    E’ evidente che per gli ultimi residui della piccola borghesia urbana e commerciale le prospettive future sono uno status di proletarizzazione, disoccupazione e precarietà. Ma bisogna stare attenti poiché è proprio da questi ambienti sociali che stanno riemergendo le tesi complottiste, l’antisemitismo di ritorno, il razzismo contro gli extra-comunitari.
    Di fronte alla proletarizzazione forzata della piccola borghesia urbana, il proletariato non può più combattere con gli strumenti, ormai anacronistici, della democrazia parlamentare borghese, un nemico di classe che ha finalmente gettato la maschera, uscendo allo scoperto e ponendosi direttamente al vertice di Stati come Italia e Grecia.

    (continua al link sotto)

    http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/un-blocco-sociale-contro-il-regime-dei.html

    Luigi

    RispondiElimina
  7. Concordo con gli ultimi commenti di Luigi. A proposito dove ti trovi? SALUTI DA SALVATORE.

    RispondiElimina
  8. Stiamo vivendo una realtà di ingiustizie, imposizione di tasse e liberalizzazione di mercato...Mah,chissà dove andremo a finire . . .
    Buon pomeriggio

    RispondiElimina
  9. Ciao Salvatore.

    Non ho un blog mio, uso il web, per conoscere, e far conoscere.
    Vivo in provincia di Napoli, dove ora, c'è un bellissimo tempo, (solo questo c'è rimasto).
    Ti auguro buona giornata, e ...buon anno di lotta.

    Luigi


    http://diciottobrumaio.blogspot.com/2012/01/tornera-di-moda-il-marxismo.html

    RispondiElimina
  10. Convengo con te Elvira. Cari saluti.

    RispondiElimina
  11. "l'ultimo P.C.I. in Italia".. quanto tempo fa è stato? i tempi sono cambiati, i partiti sono cambiati e la situazione, dopo un periodo di apparente benessere (creato anche sul debito..) ora sta peggio. La Cina è vicina.. e bisognerebbe mettergli un freno, gli evasori evadono.. e su questo davvero spero in Monti, la mafia sta diventando un potere forte, l'ambiente soffre.. devo continuare? Io non spero più in UN partito, solo, spero nella presa di coscienza di sempre più persone e questo, anche tramite internet, forse sta avvenendo.. Ciao

    RispondiElimina
  12. Cara Giovanotta, sono sopra un'altro binario. Ciò che tu sostieni sà di passato. Cari saluti da Salvatore.

    RispondiElimina
  13. Eccomi qua finalmente: gli splindiriani siamo disseminati ovunque...
    Ros

    RispondiElimina
  14. COME VOLEVASI DIMOSTRARE

    Le liberalizzazioni sono costate alle famiglie italiane quasi 110mld di euro (109,6 mld, 286 euro l’anno a famiglia). Così la Cgia di Mestre denuncia che dagli anni ’90 l’apertura di mercati,assicurazioni,
    carburanti, trasporti ferroviari e urbani, servizi finanziari, non ha
    portato nessun vantaggio economico ai consumatori italiani.

    Ciao Salvatore.

    P.S.
    I vantaggi sono tutti ha favore delle multinazionali, corporations, media e grande borghesia.
    Non dimentichiamolo mai, il 10% delle famiglie in Italia, detiene il 50% della ricchezza.
    E il 2% nel mondo, detiene un altrettanto 50% delle ricchezze mondiali.
    E' il MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO signori.



    Girano su internet Salvatore, queste bellissime 31 tesi sulla società della miseria (e oltre)
    eccone il link:

    http://bentornatabandierarossa.blogspot.com/2011/12/31-tesi-sulla-societa-della-miseria-e.html

    RispondiElimina
  15. Purtroppo la colpa è anche nostra, ci siamo fatti gabbare da questi furbi e abbiamo atteso l'eden che ci promettevano con la loro società di mercato e non ci siamo resi conto che purtroppo al mercato erano le nostre tutele che stavano vendendo. Reagire, meglio tardi mai, è un obbligo altrimenti è la fine. Un abbraccio e buona giornata. Pietro.

    RispondiElimina
  16. Saluti a Luigi e grazie per le indicazioni.

    RispondiElimina
  17. Sono del tuo avviso, Pietro, vedremo in seguito. Saluti.

    RispondiElimina